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In Brasile la Folha de S. Paulo, il più grande quotidiano del paese, smetterà di condividere i suoi articoli su Facebook. La prima ragione è che da quando Facebook ha cambiato l’algoritmo che decide con quale frequenza compaiono i post sulle pagine degli utenti, sono sempre di meno le persone che arrivano sul sito del quotidiano passando dal social network. E questo sta succedendo alla gran parte dei mezzi di informazione di tutto il mondo. La seconda ragione che su Facebook è aumentata la visibilità dei siti di notizie false. ”Facebook è diventato un terreno inospitale per chi vuole offrire contenuti di qualità”,  ha scritto Sérgio Dàvila, direttore del quotidiano.

In Danimarca la rete televisiva Tv Midtvest, che deve il 40% delle visite sul suo sito ai social network, ha smesso per due settimane di pubblicare contenuti su Facebook. Com’era prevedibile, i visitatori sulla fan page sono diminuiti del 27% e le pagine viste del 10%. Ma la sorpresa è stata che i visitatori rimasti hanno passato il 42% del tempo in più sul sito e hanno visitato il 12% in più di pagine.  “E’ stato un test che ci ha aperto gli occhi” ha detto Nadia Nikolajeva, dirigente della rete. Ma l’esperimento non è finito qui: Tv Midtvest ha anche chiesto a 4 utenti – uno studente, un politico, un imprenditore è un manager – di smettere per un po’ di usare Facebook. L’obiettivo era capire in che modo riuscivano a informarsi senza i social network. Intervistati alla fine dell’esperimento, i 4 hanno detto che gli sono mancate le interazioni con gli altri utenti, ma che si sono sentiti più informati. Nel Regno Unito una commissione parlamentare ha incontrato i rappresentanti delle grandi aziende tecnologiche statunitensi, tra cui Facebook, per capire come fermare la diffusione di notizie false. La risposta potrebbe essere, tanto per cominciare, fare tutto l’esperimento dei quattro utenti danesi.

Aldo Ciana

Aldo Ciana

La noia uccide

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