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Sono anni che Facebook lavora e investe nell’intelligenza artificiale e nel  ”machine learning”, con lo scopo di offrire maggiori servizi nelle sue piattaforme, e per continuare ad essere il leader del mercato digitale. E nell’ultimo mese la compagnia sta cercando il modo per poter utilizzare i propri strumenti di intelligenza artificiale per la prevenzione dei suicidi. Probabilmente l’aumento delle morti per questa causa in tutto il mondo e i recenti casi,  trasmessi in diretta sulle reti sociali,  hanno a che vedere con la nuova sfida lanciata da Zuckergerg.

Lo scopo è di poter costruire modelli che possano prevenire ed analizzare possibili infermità mentali. Storicamente la prevenzione si è basata nel tenere queste persone  lontane da armi, o pastiglie, e nell’educare i medici ad individuare i possibili rischi. Per molto tempo, i dottori si sono affidati alla correlazione tra questi e la depressione, o l’abuso di droghe.

Ma l’intelligenza artificiale apre le porte all’identificazione delle persone con tendenze suicide in modo molto più preciso e permette di intervenire molto tempo prima dell’insorgere di questi pensieri.

Basandosi su di un sistema,  già utilizzato  da Facebook, che consente agli utenti di segnalare se il post di un’altro  suggerisce tendenze suicide, la compagnia intende formare un algoritmo che possa riconoscere posts simili.

Inoltre, lo stesso Zuckergberg ha assicurato che stanno potenziando questi metodi preventivi con la possibilità di interloquire durante uno streaming in diretta.

La sfida ora si concentra nell’ottenere l’analisi simultanea di video, foto e testi che possono determinare se, per esempio, si intraveda qualche arma o si capisca lo stato emozionale attraverso il linguaggio utilizzato nei  posts.

Aldo Ciana

Aldo Ciana

La noia uccide

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