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Quando si vuole spiegare qualcosa si cerca di porre molta attenzione alle parole da utilizzare. Ma sono ben altri gli elementi che rendono il nostro messaggio chiaro e capibile. La rivista scientifica Riza Scienze ha voluto analizzare cosa rende veramente efficace il processo di comunicazione.

Prendiamo ad esempio un gruppo di persone riunite. Ad un certo punto arriva un nuovo membro e uno dei presenti esclama: “eccoti…sei già arrivato..?”. Di per sé la domanda è banale ed inutile, visto che l’individuo è in effetti già visibilmente presente. Il senso del messaggio risiede nel modo in cui questa frase viene enunciata. Cioè quella parte della comunicazione che viene definita come comando. Solo il tono di voce (più o meno amichevole, entusiasta, o ironico), insieme alle pause, alle possibili sottolineature e alle varie espressioni mimiche del volto e del corpo, definiranno esattamente il significato.

In sostanza la stessa notizia (il semplice contenuto del messaggio, le parole), può recare comandi molto diversi. E parlando di comandi entriamo nel mondo della metacomunicazione. La notizia si trasmette da un soggetto ad un altro attraverso il canale verbale, mentre la metacomunicazione, il comando, si trasmette invece attraverso due canali separati:

  1. il canale paraverbale, che si riferisce a tutti i comandi vocali (tono, volume, ritmo e colore della voce);
  2. ed il canale non verbale, che a sua volta trasmette due tipologie di informazioni:
    1. informazioni statiche: quelle che fanno parte del nostro modo di essere, l’abbigliamento, la pettinatura, la nostra immagine nel suo insieme;
    2. informazioni dinamiche: che si riferiscono all’intero comportamento durante il dialogo. La mimica facciale, la direzione dello sguardo, la gestualità, la postura del corpo ivi compresa l’andatura, e la gestione degli spazi relazionali (la prossemica).

A questo punto possiamo tornare alla domanda di partenza: quale potere d’influenzamento, in percentuale, esprime ciascuno dei canali visti?

La semplice notizia, se non è supportata dall’incisività dei messaggi metacomunazionali (paraverbale, non verbale) ha di per sé un basso potere di influenzamento: solo il 7%. L’influenza maggiore sarà prodotta dagli elementi paraverbali quali il tono, il ritmo e il volume della voce, e da elementi non verbali quali l’atteggiamento. Solo il comando trasformerà quindi la semplice notizia in una vera e propria esclamazione.

Teniamo presente che gli elementi appartenenti al canale paraverbale sono i primi in assoluto attraverso i quali è dato comunicare: il pianto di un neonato non contiene parole, eppure esprime chiaramente ciò che in effetti si prefigge di comunicare (il pianto della fame è diverso dal pianto del dolore; da quello provocato dalla paura, ecc…). Si può affermare che gli elementi paraverbali godano di una sorta di “filo diretto” con la dimensione emozionale degli interlocutori. Il calore, la passionalità, la violenza, il disgusto, i sentimenti in genere espressi da quel misterioso cocktail che è la paraverbalità, sono indicazioni potentissime su come il messaggio dev’essere interpretato; la paraverbalità è un forte comando e per questo si è stabilito che influenzi l’interlocutore nella misura del 38%.

Ma il canale alla quale è stata attribuita la percentuale maggiore è quello non verbale. Dove il suo potere di influenzamento sulla comunicazione è ben del 55%. Questo dato a priori può risultare estremamente sbalorditivo; specialmente se interpretato alla realtà odierna, orientata verso quantità e rapidità dei contenuti. Eppure le prime informazioni scambiate tra due soggetti sono proprio quelle provenienti dal canale non verbale: l’espressione del volto, lo sguardo, l’andatura, i gesti ecc… forniscono gli elementi sui quali ciascuna delle parti formerà il significato del messaggio.

Giocate esclamando alcune imprecazioni in maniera diversa, stando fermi, oppure muovendosi, in questo modo vi renderete conto di quali sono gli elementi che renderanno la vostra esclamazione veramente colorita.

Come viene diviso il significato del nostro messaggio

Canale Verbale

Canale paraverbale

Canale non verbale

Aldo Ciana

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La noia uccide

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