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Una nuova campagna chiamata “Stop the Shame” cerca di  persuadere la gente a non guardare con tanto sospetto le persone con problemi di alcol e droga. Cosa succederebbe se si guardassero nello stesso modo i malati di cancro? E’ questa la domanda che si pone, e cerca di convincere le persone che la dipendenza è – più che altro – una malattia e come tale va curata.

Organizzata da “Organizaciòn de Prevenciòn y Recuperaciòn de Alcohol y Drogas First City de Kansas City”  consiste in una serie di annunci che equiparano l’assunzione di droghe ed alcol ad altre infermità, come cancro e Parkinson.

“La gente sta morendo, e anche da tanto tempo,  per questa malattia” ha detto la presidentessa e direttrice di First Call, Susan Whitmore. “Ogni momento  persone  muoiono, nascondendosi  nella vergogna, negli ultimi 15 anni è stata fatta un’indagine che dimostra che queste sostanze cambiano la composizione chimica del cervello dei soggetti e ciò  fa in modo che si trasformi in un morbo che bisogna curare.” ha aggiunto.

Certamente questa iniziativa provoca più di una discussione sul modo di trattare questa infermità  eguagliandola alle altre, ma Fist Call, principalmente, vuole aiutare le persone che lottano contro le dipendenze, ed anche le loro famiglie, al fine che provino meno vergogna per quello che è un morbo e che non sempre possa essere controllato, come molti credono.

“Tuttavia ci sono molte persone che percepiscono le dipendenze come una carenza morale, una scelta, con ciò non voglio dire che i dipendenti siano esenti da colpe. Indubbiamente è come una malattia dal momento che, per lo più, è genetica”, ha detto il CCO del Nord America in VNL, John Godsey.

In più, questi appelli presuppongono qualcosa di molto personale da parte di alcuni membri dell’organizzazione della campagna, tra questi Godsey, che ha vissuto, da sobrio, per 12 anni, “Nella mia famiglia molti sono morti per dipendenze” ha riconosciuto lo stesso.

Aldo Ciana

Aldo Ciana

La noia uccide

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