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Gli stereotipi di genere si presentano come una delle più grandi difficoltà che deve affrontare l’industria pubblicitaria . Nel pieno del XXI secolo siamo testimoni di come molti brand continuino a ricorrere a luoghi comuni che contribuiscono alla disuguaglianza.

Costretto a una recente epurazione di “luoghi comuni” nella sua pubblicità, Unilever ha sviluppato uno studio a livello globale per analizzare proprio questa situazione. Tale studio ha dimostrato come l’industria pubblicitaria impedisce che si superino gli stereotipi di genere tra uomo e donna.

Quasi il 70% dei 9.000 soggetti presi in analisi (in 8 mercati) pensa che il mondo sarebbe migliore se i bambini e le bambine non fossero esposti a questi clichès da parte del marketing e della pubblicità.

“Stiamo affrontando un viaggio per raggiungere una mentalità “understereotyped” tanto all’interno, quanto all’esterno della nostra compagnia” spiega il direttore esecutivo di Unilever, Paul Polman. “Però non possiamo farlo da soli. Chiediamo  uno sforzo cosciente e reale agli individui, ai governi e alle imprese per lottare contro questi modelli che alimentano la diseguaglianza e frenano il pregresso”.

Lo studio completo si presenterà al World Economic Forum che si terrà in questi giorni a Davos (Svizzera). La loro presenza a quest’importante appuntamento risponde al desiderio di dimostrare la capacità della pubblicità nell’influire sul cambiamento in scala globale.

Il ruolo della pubblicità nel cambiamento

“Abbiamo constatato di persona il potente ruolo che può giocare la pubblicità nel plasmare le regole sociali. Per questo lanciamo l’iniziativa  “Undertereotype” asserisce Keith Weed, resposabile markenting e comunicazione di Unilever. “Questa nuova ricerca mette in luce anche l’importanza di affrontare gli stereotipi non solo nel luogo di lavoro, ma anche oltre”.

Ritornando all’inchiesta, vediamo come il 67% delle donne si sentono sotto pressione nel superare questi luoghi comuni. Ritengono che gli uomini, in molte occasioni non stanno facendo abbastanza per combattere al loro fianco questa battaglia.

Il 55% degli uomini ed il 64% delle donne ritengono che gli uomini non si criticano in presenza di questo tipo di comportamenti. E esistono molti pregiudizi nel fatto che le donne si affermino pienamente nella società. Una difficile barriera da superare per più del 50% delle donne partecipanti a questo studio. Gli uomini sono molto più prudenti sul dibattito.

C’è da constatare il fatto che la presenza di questi stereotipi minaccia, da sempre, la realizzazione di qualsiasi progresso.

Più di 7 su 10 uomini, e il 55% delle donne, credono  che è compito del genere maschile portare questo dibattito ad alti livelli.

“Gli stereotipi e le regole sociali hanno un enorme impatto sulla parità dei sessi a livello globale” sostiene Weed. “Coscientemente o incoscientemente la forma mentis è  soggetta al sesso. Questo ha effetto sul 60% delle donne e il 49% degli uomini, che hanno segnalato come gli stereotipi influiscano sia a livello personale che a livello professionale” conclude Weed.

Aldo Ciana

Aldo Ciana

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